La liberazione della donna
30.04.2014 09:48
Tempi sono maturi perché le donne europee e le donne italiane in particolare, che fino ad oggi si sono fatte trascinare dalle scelte irresponsabili di una classe dominante selezionata secondo i modelli del patriarcato, prendano finalmente coscienza del fatto che, fra gli oppressi, sono la maggioranza oppressa e che i loro interessi coincidono con gli interessi di tutti gli oppressi e gli sfruttati in ogni parte del mondo.
È ora che le donne si assumano in prima persona la responsabilità e la iniziativa:
- della lotta per l'occupazione totale che le libererà dalla schiavitù domestica, liberando anche tutti i lavoratori dal ricatto padronale;

- del superamento della famiglia, della cui attuale struttura sono prigioniere e perpetuatrici con il loro lavoro servile, con la loro accettazione di modelli di femminilità anacronistici e dannosi per tutta la società;
- del controllo della popolazione, individuando nell'apparente equilibrio europeo fra popolazione e sviluppo economico "l'occhio del ciclone demografico", e servendosi del potere che deriva loro dal fatto di essere le proprietarie dei "mezzi di produzione" di figli.L'autogestione delle lotte, il potere decisionale, le scelte degli obiettivi tattici, sono comunque legati alla tematica del Fronte e la scelta degli aderenti è determinata dall'adesione a tale tematica e non dal sesso.
Gli organi direttivi del Fronte italiano di liberazione femminile e le norme statutarie stabiliscono le modalità della partecipazione maschile allo scopo di evitare che le funzioni e le finalità del fronte vengano snaturate.